|
Post Recenti

Blog Amici
Siti Interessanti
Syndicate
|
24/3/2006
-
Zoccoli
|
La luna piena, gelida e bianca nel suo quieto splendore fluttua sulle colline, altalene di neri pendii confusi nella notte d’estate. L’erba selvatica ondeggia, chioma frusciante di sconosciute tombe. L’onda di rosso dolore stillante sangue arterioso ha lasciato il mio corpo, desolata, inutile spiaggia che la fertile marea ha abbandonato. Ho scavato una piccola buca e ti ho seppellito, tra bruchi e lumache. La luna è un freddo deserto, eppure dà luce. Chi è morto prima di nascere la notte respira nei boschi passando leggero tra lecci e castagni . Anche gli spettri dei miei vecchi gatti miagolano, con voce terrosa, nelle sere di pioggia. Chiedono di entrare, pupille di smeraldo e topazio in teschi appuntiti. Intimo Maschile e Intimo Uomo. Fingo di non sentirli. Intimo Femminile, Intimo Lingerie e Intimo Donna. Chiudo fuori i morti per abbracciare la vita, che mi urla dentro con il fragore di un fiume impetuoso. Accosto i seni dolenti alla tua schiena nuda, mentre sotto il letto i vecchi zoccoli sporchi d’erba e di terra vogliono danzare la rapinosa musica dei morti che aspettano pazienti nella notte, dietro la porta chiusa.
|
Link Permanente
|
22/3/2006
-
Spettri
|
L'uomo sotto il letto, l'uomo che ho aspettato per anni, l'uomo silenzioso come il volo di un rapace notturno, l'uomo che ha il respiro di una piccola farfalla bianca, l'uomo nello specchio che sfiora la mia bocca con il fiato, l'uomo che fa rotolare le palline di canfora nei vecchi armadi, l'uomo alla fine della strada… L'ho incontrato stanotte, lo incontro sempre, nell'atmosfera ambrata di un bar, quando le coppe, curve come dita che chiamano, scintillano stanche nelle nostre mani. Quando il ghiaccio si incrina e sto per cadere lui spalanca su di me gli occhi senza pupille. Per anni mi ha atteso: ora dice che voleva solo riportarmi a casa. Balliamo il valzer nella strada, come la morte e la fanciulla, mentre il suo fiato scrive parole di nebbia sul vetro delle mie guance. Mi avvolgo intorno a lui, morbida come l'oscurità. Respiro la mia paura nella sua bocca per farlo diventare vero.
|
Link Permanente
|
9/2/2006
-
Le stagioni
|
I voluminosi contenitori di vetro sono sistemati al solito posto nel ripiano di una vecchia credenza. Sono due, identici, affiancati uno all'altro, dove li hai lasciati tu. Nella mia mente si affaccia il ricordo di quando li acquistammo. "Ma cosa ne faremo" dissi, mentre ti affrettavi a riporli nel carrello della spesa. Entrambi hanno forma circolare. La base è piatta mentre su un lato mostrano una grossa apertura tonda su cui si avvita il coperchio. Un tempo bottegai e droghieri li usavano per conservarvi caramelle e biscotti: noi iniziammo a custodirci messaggi. "Ognuno di noi, se vorrà, potrà mettere nero su bianco le sue riflessioni, le angosce, i pensieri o le testimonianze di momenti felici, poi dovrà imbucare il pezzo di carta nel contenitore dell'altro senza mai andare a leggere i messaggi altrui. Li sfoglieremo fra qualche anno, quando saremo anziani. Allora avremo tutto il tempo per meditare sul senso delle cose ". Rendesti manifesta questa intenzione appena tornammo a casa quella sera. Da allora sono trascorsi dieci anni. Il mio contenitore è stipato di biglietti, il tuo e quasi vuoto. In tutto questo tempo non ho mai tradito l'impegno che mi ero preso di non aprire il tuo contenitore di vetro e mettermi a leggere i messaggi. Forse avrei dovuto farlo: era questo che desideravi, no? Te ne sei andata senza darmi una spiegazione. La risposta del tuo distacco la troverò in quei biglietti, ora lo so. Spesso mi chiedevi cosa ne pensavo della vita e della morte. Mi è sempre stato difficile risponderti, proverò a farlo scrivendo racconti e poesie.
|
Link Permanente
|
|